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REDAZIONE WEB il sito internet |
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Come funziona l'aggiornamento del sito internet di Girovagando? Forse ve lo siete chiesto. Se non ve lo siete chiesto, ve lo spiego lo stesso :) Durante la giornata di riprese video insieme alla troupe il fotografo, che poi sarei io, provvede a scattare circa 400-700 fotografie digitali nelle più disparate situazioni. Principalmente per documentare le fasi salienti della puntata. Luciano e Marta, la 2a camera o "camerawoman", mi aiutano a raccogliere il materiale documentario e tutto quello che può essere utile alla pubblicazione sul sito. Il giorno dopo le riprese tutto il materiale raccolto durante la puntata, cioè "il pastone" ovvero foto, testi, depliant, loghi eccetera, viene esaminato da me medesimo, questa volta in veste di webmaster. Dalla bracciata di depliant e pubblicazioni varie, e considerati i contenuti della puntata, preparo il materiale utile scartando quello che non serve e realzzando una specie di "scaletta".
Si inizia generalmente con la stesura dei testi, buttando giù una traccia con Word. I testi provenienti invece da stampati o depliant vengono acquisiti tramite scanner e con il software OCR Bridge Text Classic (OCR - Optical Character Recognized). È un programma per il riconoscimento automatico del testo. Traduce cioè l'immagine in un testo modificabile. L'OCR è comodo ma mai perfetto. Una volta bisognava ribattere tutto. Se il testo da scansionare è stampato bene e di dimensioni sufficienti, oggi con un buon software OCR si riesce a riconoscere un testo con una percentuale intorno all'80-90%. In ogni caso bisogna poi ricontrollare sempre "a mano": spesso il programma confonde le "t" con le "r", la lettera "l" (elle) con il numero "1" eccetera. Altri testi utili possono essere recuperati da internet e dai vari siti. Quando si hanno tutti i testi, si sviluppano i contenuti, decidendo cosa mettere e cosa no, ovvero quali argomenti evidenziare e quali invece mettere in secondo piano. Si scrive fino ad avere una traccia sufficientemente robusta, quindi si rilegge mettendo a posto la forma. Funziona un po' come per lo scultore, che prima sbozza la figura e poi passa piano piano ai dettagli. Si dà una controllata finale a sintassi e ortografia, e a questo punto i testi si importano dentro l'editor html (cioè il programma per creare le pagine che si vedono poi sul web). Noi utilizziamo Dreamweaver, uno dei migliori programmi nel suo genere. I testi a questo punto devono essere formattati, cioè impostati con il loro font, la dimensione, il colore e così via. Noi ci serviamo di "fogli di stile" (CSS) creati in precedenza, in cui sono configurati tutti i parametri relativi ai testi (titoli, sottotitoli, didascalie eccetera.). I computer sono tre, un portatile e un pc fisso con Windows, un iMac con schermo da 24 pollici.
Per le immagini utilizzo varie macchine fotografiche: tre compatte che uso soprattutto in montagna, una Canon G3, una Canon SX1, una Canon G11, una relflex Canon 400D con due zoom, 17-85 mm e il 70-200 mm. Una impugnatura con due batterie (circa 1000 scatti di autonomia), più varie memory card da 4gb. Non utilizzo mai cavalletto poiché normalmente durante il lavoro c'è troppo poco tempo e bisogna essere "agili". Non utilizzo neppure il flash perché lo detesto in quanto "distrugge" l'atmosfera della luce ambiente. Le immagini sono quindi riversate sul pc e trattate con vari programmi di grafica, sia vettoriali che bitmap (la differenza ve la spiego un'altra volta): principalmente Paint Shop Pro (che preferisco al "bisonte" Photoshop), poi Fireworks (per le foto panoramiche con le scritte) e talvolta Painter Classic, a seconda delle esigenze. Le foto in orgine hanno una risoluzione di 2270 X1.704 (Canon G3) oppure 3388x2592 (Canon 400d) in formato jpg. Normalmente per il sito di Girovagando le foto hanno un lato di base quasi sempre inferiore ai 520 pixel di base, per poter entrare nel "frame" destro. Si migliora quindi l'inquadratura tagliandola opportunamente con la funzione "crop" (taglio selettivo), quindi le foto devono essere ridotte a circa 100, 150, 200, 250 fino a 520 pixel di base secondo i casi. Questa drastica riduzione impone la correzione di contrasto e luminosità, e spesso anche una passata con il filtro "sharpen" per aumentare la nitidezza. Le foto in formato più grande sono di solito rese disponibili a 1024 pixel di base.
Si procede mano a mano, aggiustando e formattando i testi, le tabelle e le foto, in modo da ottenere una impaginazione equilibrata e decente. Si controlla spesso il risultato nei browser Explorer e Netscape con le due risoluzioni principali utilizzate oggi dalla maggior parte dei navgiatori: 800x600 (35% circa) e 1024x768 pixel (oltre il 50%). Ricerca su internet Procedendo può capitare di accorgersi di avere bisogno di altre foto, o di un testo, e allora "ci si attacca" a Internet. I motori di ricerca fanno spesso miracoli. Trovata la foto o il testo, si va via di "copia e incolla" che è un piacere. Ovviamente si tratta di materiale di cui si ha il permesso per la riproduzione. Acquisizione fotogrammi dal video A volte manca la foto di una persona intervistata durante la puntata: si procede allora con l'acquisizione video dei fotogrammi tramite una apposita scheda di acquisizione video dal videoregistratore. I programmi Si lavora con diversi programmi aperti contemporaneamente. Principalmente Dreamweaver MX, l'editor html, poi l'editor grafico Paint Shop Pro per i ritocchi veloci, ACD See per vedere velocemente tutte le foto, Explorer per i controlli della pagina finale. Quando il grosso del lavoro è finalmente impostato, si va a caccia di link su internet: cioè di tutti quegli indirizzi e informazioni utili che riguardano la puntata. Impostati i link, si controlla che siano tutti funzionanti ricollegandosi a Internet. A questo punto il lavoro è ben avviato.
Si rilegge il tutto, aggiustando qua e là, cercando di migliorare un po' lo stile laddove è possibile. Una vera croce sono i testi dei depliant. Capita che, di certe cose viste durante le riprese, non se ne sappia abbastanza e quindi si ricorre all'aiuto dei famigerati depliant. Che però hanno quasi sempre un grave difetto: sono scritti in "depliantese". Cioè quell'italiano stucchevole che gronda retorica da ogni riga e i cui luoghi comuni sono conditi sempre con gli stessi aggettivi. Si potrebbe facilmente farne uno "sciocchezzaio" alla Flaubert. Il paesaggio o il panorama? Sempre meraviglioso o suggestivo. Non di rado mozzafiato. La natura? Anche lei meravigliosa, splendida e incontaminata, o addirittura selvaggia. L'aria è pura, salubre, tersa, azzurra. Sui depliant splende sempre il sole, mai che sia nuvoloso o che piova ogni tanto. Banditi quindi i termini: pioggia, freddo, nebbia, afa, zanzare eccetera. La cultura? Sempre raffinata, ricercata o originale. Le tradizioni? Sane e ben conservate, ma col giusto occhio rivolto al futuro. La gente? Come si conviene agli abitanti della montagna è un po' rude, ma schietta e sincera. La cucina? Mai men che genuina eccetera. Insomma bisogna sfrondare un bel po' di aggettivi e non lasciarsi prendere la mano. Noi tendenzialmente amiamo i testi brevi, concisi e senza fronzoli, e aborriamo quelli eccessivamente verbosi o ampollosi. Certo, non sempre ci si riesce... :) Aggiustamenti vari C'è anche un altro problema non di poco conto: estrarre un concetto da un contesto più ampio non è sempre agevole. Spesso si devono riaggiustare i verbi e, in alcuni casi, i concetti stessi, scritti da pubblicitari un po' troppo contorti che scrivono mezze pagine senza mai mettere un punto, o almeno un punto e virgola. Quando si usa il punto e virgola? Non lo sa nessuno. I testi sul web, letti cioè sul video, devono essere molto più brevi di quelli su carta, quindi bisogna spesso sforbiciare selvaggiamente. Certo neppure noi siam perfetti, ma abbiamo un'ottima scusa: la fretta dovuta ai tempi ristretti :) Per chi fosse interessato alla scrittura sul web e alle tematiche correlate consigliamo l'interessante sito di Luisa Carrada Il mestiere di scrivere. Trasferimento pagine su internet Dopo tutte queste operazioni, che sono forse la parte più impegnativa di tutto il lavoro, arriva la fase finale. Con un programma FTP (file transfert protocol), si schiaffa tutto "on line", cioè ci si collega al provider sul cui server si trova fisicamente il sito e si trasferiscono quindi le pagine appena fatte dal proprio computer a quello remoto.
Prima che l'aggiornamento sia reso pubblico però si pigliano un paio di amici volonterosi (cioè si supplicano) e li si prega di dare una controllata a possibili svarioni, refusi eccetera. Gli si dà l'indirizzo e si attende trepidanti il responso. Questo "controllo qualità" finale è indispensabile perché è incredibile come possano sfuggire i refusi anche se si hanno sotto al naso per tutto il giorno. Spesso sono errori di battitura, parole o verbi che spariscono inspiegabilmente, "copia e incolla" andati a male e impaginazioni "garibaldine" che saltano fuori solo guardandole con un altro computer. Un "cervello fresco", che non sappia nulla di ciò che andrà a leggere, noterà subito le incongruenze e gli errori. "Guarda che quando parli del tabernacolo nella chiesetta non si capisce niente" capita di sentirsi dire. Si va a controllare e si scopre con orrore che è saltato un intero periodo. Messa "on line" Controlla e ricontrolla, alla fine tutto sembra a posto. Arriva finalmente il tanto sospirato "Visto, si stampi!". Si aggiornano i link con le nuove pagine ed è fatta. Alessandro Ghezzer (Agh) agh@girovagandointrentino.it
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