Monte Stivo – Passo Bordala

Attività:

Trekking

  • Difficoltá
    Medio
  • Durata:
    8 ore
  • Lunghezza
    14 km
  • Dislivello
    806 m
  • Altitudine Massima
    2059m slm

Panorami mozzafiato salendo al Monte Stivo

Il Monte Stivo, tra le montagne del basso Trentino è certamente una delle più spettacolari e panoramiche. La salita alla vetta non è impegnativa (il dislivello è inferiore ai 1000), e varia dalla 2-2,50 ore di cammino, secondo il percorso.

Accessi

Facilmente accessibile dal versante di Arco, dal rifugio Monte Velo o dal Passo Bordàla, lo Stivo costituisce anche un’interessante meta scialpinistica; l’itinerario da seguire è quello che sale da malga Campo lungo il sentiero estivo, toccando La Bassa 1684 m. e proseguendo in cresta fino al rifugio e alla cima. A sottolineare questa valenza invernale dello Stivo, la Sezione S.A.T. di Arco organizza nel mese di marzo un Raduno scialpinistico. Un percorso estivo molto interessante è invece quello che dallo Stivo, con un itinerario sempre in cresta, raggiunge le Tre Cime del Bondone, seguendo la dorsale tra la Valle dell’Adige e la Valle del Sarca.

Gli accessi che descriviamo sono principalmente tre, quasi sempre percorribili anche l’inverno: dal Passo Bordàla m. 1253, per stradina e quindi sentiero 623 che passa dalla Cima Bassa m. 1684, e 617 dalla Bocchetta dello Stivo m. 1680 – ore 2.15.

Dal Passo S. Barbara m. 1175 al pianoro di S. Antonio (ove si può giungere in auto) m. 1220 indi per sentiero 608 (che proviene dalla Capanna dell’Alpino al Monte Velo m. 1020) che tocca malga Stivo m. 1768 – ore 2. Da Malga Campo di Drena m. 1379 (strada dalla Val di Cavedine), sentiero 623 fino a Cima Bassa m. 1684, indi sentiero 617 – ore 2.30. La cartina consigliata è la Kompass 687 in scala 1.25.000

Monte Stivo, eccezionale panorama

La vetta dello Stivo è una meta piuttosto frequentata grazie anche al rifugio aperto spesso nei week- end durante l’inverno. Tutti i percorsi proposti sono abbastanza facili e non presentano particolari difficoltà: è necessario avere solo una discreta “gamba” in grado di reggere 2-3 ore di salita e un dislivello di circa 800 metri.

Anche dopo copiose nevicate c’è quasi sempre una traccia evidente che sale da S.Barbara, aperta dai numerosi appassionati scialpinisti. Con la sua posizione geografica ed i 2059 metri di quota, il Monte Stivo è un eccezionale punto panoramico affacciato sul Lago di Garda e la Vallagarina. Dalla cima la vista spazia sulla Catena del Lagorai, sul Pasubio e sulle Piccole Dolomiti ad est, il gruppo del Monte Baldo a sud, le Alpi di Ledro a sud-ovest, i ghiacciai dell’Adamello, del Carè Alto e della Presanella a nord-ovest, le Dolomiti di Brenta a nord.

Una singolare particolarità: nelle giornate limpide la vista può abbracciare in appena 70 km uno dei più grandiosi dislivelli della regione: dai 64 metri del Lago di Garda fino alla vetta dell’Ortles a metri 3905! Ampie tracce di trinceramenti e fortificazioni austroungariche ed italiane della Grande Guerra si possono osservare un po’ ovunque sul Monte Stivo, che faceva parte del grandioso sistema fortificato dell’Alto Garda.

Descrizione

La salita da Passo Bordala è l’alternativa classica a quella da S. Barbara, invero un po’ monotona almeno nella parte iniziale. Qui proponiamo un giro ad anello, un po’ lungo (circa 14 km) ma molto remunerativo. Il paesaggio è piuttosto vario e diventa decisamente spettacolare risalendo il filo di cresta fino alla cima, a picco sull’altopiano di Bordala e la Vallagarina. Quindi la lunga discesa sul versante opposto a sud ovest, con rientro al passo per strada forestale quasi pianeggiante.

Percorso

Il percorso è un po’ articolato, ma con l’indispensabile cartina in scala 1:25.000 non ci dovrebbero essere problemi, neppure sulla via del ritorno dove sarà necessario districarsi nel dedalo dei numerosi bivi e stradine con scarse o inesistenti indicazioni. Dal Passo Bordala, a 100 metri dall’alberghetto verso nord est, inizia la mulattiera con segnavia 623, che procede pianeggiante per circa 2 km fino al bivio con il sentiero vero, che si stacca sulla sinistra segnato da un cartello.

Ci si inerpica sul costone con ampi zig zag fino alla grande insellatura detta La Bassa m 1684, con recinto sul crinale e porta “girevole” in legno per impedire il passaggio del bestiame della sottostante Malga Campo. La vista sulla Vallagarina è maestosa. Si svolta a sinistra per segnavia 617 tra splendidi panorami, seguendo lo spettacolare crinale nord est per circa 2 km, quindi la facile erta finale per boscaglia e mughi fino alla vetta.

Si scende al rifugio in 5 minuti per l’eventuale ristoro, quindi per segnavia 608 si cala lungamente fino a S. Barbara 1175 m. Di qui inizia il rientro al passo Bordala piegando decisamente verso est per circa 5 km di strada forestale (la carta non riporta numeri di sentiero) in buona parte quasi pianeggiante, in direzione Baita degli Alpini, aggirando a nord Dos del Longo fino a congiungersi con il segnavia 623 dell’andata, e quindi svoltando a sinistra in breve fino a Passo Bordala.

Primo itinerario – Passo S. Barbara

Terzo itinerario – Malga Campo di Drena

 

testi e foto di Alessandro Ghezzer 

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