Girovagando in Trentino

Le Reti di Riserve del Trentino sull’asta dell’Adige

30 Giugno 2019

Il sistema delle Reti di Riserve è uno dei progetti più innovativi nell’ambito della tutela dell’ambiente in Trentino.

La Rete rappresenta un nuovo modo di gestire e valorizzare le aree protette di Natura 2000 già esistenti, il metodo è quello della partecipazione e sussidiarietà responsabile attraverso la diretta partecipazione delle comunità e della politica locale.

La Rete di Riserve, per vocazione, protegge e valorizza il territorio sviluppando attività economiche sostenibili a favore delle comunità locali, introdotte in Trentino con la L.P. 11/07 “Governo del territorio forestale e montano, dei corsi d’acqua e delle aree protette” le reti nascono con lo scopo di preservare e valorizzare le zone speciali di conservazione presenti nell’area in un’unica gestione, comprendendo siti protetti, aree ad elevato pregio ambientale non ancora tutelate e corridoi ecologici.

Un progetto che vede il BIM dell’Adige in prima fila e che ha l’obiettivo di integrare l’economia del territorio con il mantenimento della qualità dell’ambiente e degli assetti naturalistici e con le potenzialità di crescita economica, sociale, di valorizzazione culturale e turistica, in piena sintonia con gli obiettivi statutari del Bim.

Ma andiamo ora ad approfondire le quattro reti di riserve che fanno riferimento al bacino dell’Adige anche grazie ai supporti video raccolti nel corso delle ultime puntate di Girovagando in Trentino.

La Rete di Riserve del Monte Baldo

La storia della creazione della Rete di Riserve del Monte Baldo parte da lontano fin dalla fine degli anni ’60. Nel 1987 il Piano Urbanistico Provinciale caratterizza l’area come meritevole di tutela ma è nel 2006, con l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Brentonico che si individua nel Parco del Baldo il ‘progetto chiave’ per lo sviluppo del territorio.

Famoso per essere stato definitivo “Hortus Italiae”, Giardino d’Italia il Baldo è un vero e proprio balcone sul Garda e sulla Pianura Padana da secoli luogo ideale di raccolta di specie officinali, di studio delle loro possibili applicazioni nella farmacopea moderna, di ricerche nel campo della botanica, della geologia e di altre scienze naturali. Il Parco rappresenta un sistema territoriale che, per valori naturali, scientifici, storico-culturali e paesaggistici di particolare interesse.

Rete di Riserve del Monte Bondone

La Rete di Riserve del Monte Bondone occupa un’area disposta attorno al gruppo montuoso Bondone-Stivo, per un totale di oltre 1.100 ettari di aree protette in cui sono presenti otto Zone Speciali di Conservazione, un vastissimo patrimonio ambientale ed ecologico di contorno alla città di Trento e alla Valle dell’Adige che arricchisce la Città caratterizzandone il perimetro verde ed incontaminato.

Rete di Riserve Alto Noce

Attivata nel 2015, grazie all’accordo di programma che coinvolge i Comuni della Valle di Sole, la Provincia e la Comunità della Val di Sole come ente capofila, le Amministrazioni separate di uso civico di Monclassico, Arnago e Magras e il Consorzio Bim Adige, la Rete di Riserve Alto Noce-Parco Fluviale dell’Alto Noce è uno strumento di gestione delle aree protette e degli ambiti fluviali del Fiume Noce in Val di Sole e dei suoi affluenti: Vermigliana, Rabbies e Meledrio.

Il Parco Fluviale è un collegamento  ecologico tra il Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco Naturale Adamello Brenta e grazie alla sua istituzione la Val di Sole diventa una vera e propria Valle dei Parchi contando sul 47% del proprio territorio soggetto a protezione naturalistica.

Obiettivo del Parco Fluviale è proteggere e valorizzare il territorio, il patrimonio storico e naturalistico dell’asta dell’Alto Noce sviluppando attività economiche sostenibili a favore delle comunità locali e promuovendo una cultura ambientale in tutte le fasce d’età.

La Rete di Riserve Val di Cembra-Avisio

Situata nel Trentino centro-orientale, in Val di Cembra lungo il versante orografico destro del torrente Avisio, la Rete di Riserve Val di Cembra-Avisio è nata nel 2011 grazie a un accordo volontario tra enti pubblici e comunità locali.

Il territorio cembrano è connotato da estese sequenze di terrazzamenti, in parte coltivati a vite, punteggiati da paesi e piccoli insediamenti rurali, rientrando tra i più significativi paesaggi agricoli tradizionali del Trentino.

Il percorso del Torrente Avisio si segnala per la singolarità dei suoi scorci paesaggistici così come per i preziosi angoli inesplorati che ancora ospita.

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Autore : Alessio Migazzi