Girovagando in Trentino

TRENTO: GIROVAGANDO FRA MUSEI E TERRITORIO

30 Ottobre 2020

La nostra giornata inizia alle Gallerie di Piedicastello, un esempio di architettura post industriale tutta da scoprire.

Dove un tempo passavano due gallerie delle circonvallazione del capoluogo trentino, ora sono visitabili due importanti tronconi di uno spazio espositivo dedicato alla cultura contemporanea e all’Autonomia di questa terra.

Qui visitiamo in particolare la mostra “Sguardi sulla montagna”. Nello stile della Fondazione del Museo Storico del Trentino, spiegano il direttore Giuseppe Ferrandi e uno degli allestitori, lo storico Alessandro de Bertolini, la mostra vuole essere una testimonianza innanzitutto comunicativa della montagna.

Il percorso espositivo, allestito in collaborazione con la SAT, pone al centro della narrazione la pluralità delle “rappresentazioni” riguardanti l’andare, il conquistare e il vivere la montagna. Non esiste “una sola montagna”, ma “tante montagne” a seconda della prospettiva dalla quale la si osserva. Coerentemente con la tipologia dello spazio espositivo, la mostra ha carattere “immersivo” e consente di valorizzare i materiali anche da un punto di vista scenografico: fotografie d’epoca, cartoline, materiali filmici, manifesti pubblicitari e oggetti.

La mostra si articola in 10 postazioni tematiche che ripercorrono, mediante una serie di sguardi, alcune delle principali modalità con cui è stato percepito e vissuto l’ambiente alpino nel passaggio dalla modernità alla contemporaneità.

Con Patrizia Marchesoni della Fondazione Museo Storico del Trentino visitiamo poi il Museo Caproni di Mattarello.
L’ingegner Gianni Caproni fu uno dei pionieri mondiali del volo meccanico e questo museo ne riassume il profilo tecnico e culturale.

Dai primi velivoli artigianali alla piccola falegnameria dove si costruivano la eliche in legno, dai messi utilizzati nella prima guerra mondiale fino ai più moderni aerei per i voli transcontinentali, il museo offre uno spaccato effettivamente interessante sia dal punto di vista tecnico e tecnologico, sia artistico e culturale.

La giornata ci spinge poi al rifugio Maranza, raggiungibile percorrendo la carreggiata sopra a Povo in direzione della Marzola. Qui incontriamo lo chef Paolo Betti, i suo animali, la sua passione per l’orto e la cucina di qualità.

Paolo Betti teorizza e pratica una cucina legata alla terra e per questo è un ottimo allevatore di galline ovaiole, di altri animali da cortile, ma che di tante verdure ed aromi che coltiva in un orto nei pressi di Pergine Valsugana. Altre perle della sua cucina sono i salumi e gli insaccati che produce personalmente e le farine, un’altra filiera artigianale di alto profilo.

Concludiamo la giornata con altri due musei, questa volta a Pieve Tesino, in Bassa Valsugana. Museo per via è il nome del museo dedicato ai venditori di stampe. Quando non c’era il cinema, la televisione o internet, la fantasia popolare viaggiava attraverso le stampe raffiguranti storie, personaggi, leggende e perché no, anche pensieri trasgressivi e fantasiosi. Questo materiale veniva realizzato a Bassano nei laboratori della famiglia Remondini.

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