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2 Ottobre 2020

VALSUGANA-LAGORAI: SENTIERI DI PACE, SENTIERI DI NATURA

di: Girovagando in Trentino

Il rifugio Serot, sulla montagna di Roncegno, è il punto di partenza ideale per alcune significative e facili escursioni nella catena del Lagorai.

Questa vasta concatenazione di montagne rappresenta la più estesa area naturalistica del Trentino che in questa occasione assaporiamo sia per le bellezza ambientali sia per le significative testimonianze storiche. Ci guida l’Accompagnatore di media montagna Mirco Mezzanotte, esperto sportivo, arrampicatore, sci alpinista ed escursionista.

Dopo una descrizione della caratteristiche geologiche, botaniche e forestali di questa catena, contrassegnata fra l’altro per la presenza continua di rocce di origine porfirica, ci soffermiamo sulle pratiche sportive che è possibile praticare ad iniziare dai grandi itinerari bike, dalle escursione e trekking, fino ad arrivare, nel periodo invernale, allo sci alpinismo e alla ciaspole.

Arrivati al lago di Colo incontriamo lo storico locale Luca Girotto che ci parla della sua ultima fatica editoriale intitolata significativamente “Il lago della morte”.

L’opera si riferisce ad un capitolo sconosciuto della Grande Guerra che vide contrapposti, anche qui in Valsugana, gli eserciti italiani e austro ungarici. La battaglia del monte Cola, poco distante dal lago, fu teatro nella tarda primavera del 1916 di una irruento quanto inutile scontro che si risolse in gravissime perdite per gli stranieri e di poche unità da parte degli alpini.

I fatti avvennero nel quadro della cosiddetta Strafexpedition, la spedizione punitiva austriaca. Fra le tante disavventure di quei giorni, il libro documenta dello sfortunato passaggio di diversi soldati austroungarici che morirono annegati dopo essere sprofondati sul ghiaccio del lago. Il libro di Girotto ricorda anche l’assurdità e la violenza che anticipò e seguì questa tragedia.

Luca Girotto è un medico con la grande passione per la storia che egli documenta sul campo andando a spulciare vecchie mappe, archivi e testimonianze che raccoglie in pubblicazioni ricche di informazioni inedite che hanno contribuito a ricostruire la vita al fronte dei soldati di entrambi gli eserciti.
Siamo infine al Rifugio Serot per un pranzo ristorativo.

L’anticipo di inverno che ha caratterizzato questa particolarissima “fine estate” ci fa assaporare il calore di un locale che si presenta come il risultato del rispetto dell’architettura tradizionale e la simpatia dell’ospitalità montanara. Il rifugio viene gestito da Anna Atzeni e Aronne Cavagna, un’affiatatissima coppia di giovani “rifugisti” che mette d’accordo la passione per la montagna a quella per la buona cucina.

Il rifugio, raggiungibile in macchina sulla strada sopra a Roncegno e per questo considerato il punto di partenza delle escursioni nella parte alta della montagna, offre anche il pernottamento in alcune stanze mentre per quanto riguarda la cucina segnaliamo la cura tradizionale dei piatti e l’interesse per alcuni vini regionali.

Il locale si presta molto bene anche solo per una pausa pranzo o una serata fra amici basta osservare il periodo ed i giorni di apertura (www.rifugioserot.eu).

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