9 Maggio 2022

Agri ’90: trent’anni di attività e imprenditorialità

di: Girovagando in Trentino

TRENT’ANNI E NON SENTIRLI

“Sono stati trent’anni di attività intensi”, è questo il commento di Vigilio Giovanelli presidente di Agri ‘90, la cooperativa nata nel 1991 a Storo, nella Valle del Chiese. “Abbiamo superato ogni previsione – prosegue Giovanelli – quando siamo nati non avevamo grandi pretese ma siamo cresciuti rimanendo sempre legati al territorio. Oggi le persone vedono in noi un punto di riferimento”.

Uno dei punti di svolta è arrivato dieci anni fa quando con un investimento da oltre 4 milioni di euro la cooperativa ha costruito un nuovo stabilimento. Più di recente invece è stato completato il nuovo mulino. Nello stabilimento di Agri ‘90 i prodotti agricoli vengono raccolti e lavorati a mano o con l’utilizzo di particolari attrezzature, come i macchinari per la pulitura, macinatura e confezionamento.

Oltre alla famosa Farina gialla di Storo la cooperativa agricola produce anche ortaggi e piccoli frutti come fragole, ribes, more e uva fraga. Inoltre, per fare di necessità virtù, dall’esigenza della rotazione colturale è stata introdotta con successo la produzione della patata, coltivata in spazi originariamente occupati dal granoturco che viene utilizzato per la farina.

DIAMO I NUMERI

Qualche numero del successo? Un bilancio da oltre 4 milioni di euro con i soci che nell’ultimo anno se ne sono spartiti 2,8. Qualche problema è arrivato dai piccoli frutti per via dell’agguerrita concorrenza ma sulle farine Agri ‘90 non ha rivali.

“Per quanto riguarda la tecnica di coltivazione del mais di Storo possiamo affermare tranquillamente che stiamo seguendo delle pratiche altamente ecologiche dal momento che le concimazioni che si stanno effettuando sono molto limitate”, osserva Arturo Donati, responsabile della produzione di Agri ‘90.

TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELL’AGRICOLTURA

La cooperativa però sfrutta anche la tecnologia, grazie ai droni infatti vengono liberati sui vari appezzamenti di terreno gli insetti che servono a contrastare la piralide del mais, un lepidottero che attacca i raccolti e può rivelarsi una vera e propria piaga per l’agricoltura.

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