Girovagando in Trentino

Castel Belfort, nomadismo e selezione delle regine per un miele di qualità

7 Luglio 2015

Ai piedi delle rovine di Castel Belfort, sopra Spormaggiore, scopriamo la passione per le api di Gualtiero Marcolla, apicoltore da più quarant’anni. A dodici anni – ci racconta Gualtiero – decise di acquistare da un apicoltore due arnie che posizionò sul balcone di casa sua in un condominio di Trento. Nel giro di qualche anno le arnie divennero cinquanta, poi cento, fino ai circa 700 alveari d’oggi.

La maggior parte delle sue api sono di razza “Carnica”: si distinguono dalla razza “Italiana” per essere più piccole, docili ed abituate ai climi rigidi degli inverni alpini.

Castel Belfort è diventato un vero e proprio laboratorio dove Gualtiero alleva api regine selezionate per essere particolarmente docili, tanto che anche noi della troupe riusciamo ad avvicinarci agli alveari senza alcuna protezione. Questa caratteristica tranquillità delle api aiuta anche nelle numerose visite guidate che famiglie e scolaresche possono intraprendere tra api e laboratori.

L’apicoltura produce moltissime tipologie di miele, frutto dell’attenzione nel posizionamento delle arnie e della pratica del nomadismo: numerose arnie infatti trascorrono alcuni periodi dell’anno fuori del Trentino, in alta Lombardia, Toscana, Emilia. Anni di esperienza aiutano a scegliere la zona ed il periodo migliore dove posizionare le arnie ed ottenere cosi mieli che in Trentino non troveremmo. Nascono cosi, tra zone di montagna e mezza montagna del trentino e zone pedemontane alpine ed appenniniche i mieli di arancia, di tarassaco e melo, di erba medica, di tiglio, di castagno, di erica, di edera, di eucalipto, di rododendro di girasole, di corbezzolo, di melata di bosco. Oltre a mieli di ottima qualità, Castel Belfort annovera tra i suoi prodotti anche cera d’api, pappa reale, polline, propoli, composti balsamici ed energetici oltre che prodotti per la bellezza del corpo.

 

Autore : Alessandro Vaccari