1 Agosto 2022

La Commissione Glaciologica di SAT: monitoraggio dei nostri ghiacciai

di: Girovagando in Trentino

Stando ai dati diffusi da Legambiente il solo ghiacciaio della Marmolada, tra il 1905 e il 2010, ha perso più dell’85% del suo volume. Questo però è solo uno dei tanti “malati terminali” delle Alpi. D’altra parte, come sottolinea il climatologo Luca Mercalli, il progredire del riscaldamento globale con condizioni sempre più inedite per l’alta montagna trasforma anche i ghiacciai ritenuti stabili in nuove zone a rischio. In questo senso drammatica è stata la tragedia della Marmolada quando lo scorso 3 luglio un imponente seracco di ghiaccio si è staccato dalla cima travolgendo diversi alpinisti.

Anche per questo i ghiacciai sono da tempo monitorati benché certe tragedie rimangano imprevedibili. A tal proposito la Sat, la Società degli Alpinisti Tridentini, da tempo dispone di una commissione tecnico-consultiva dedicata ai ghiacciai. “Ci occupiamo di monitorare lo stato dei ghiacciai attraverso una serie di misure e osservazioni che vengono fatte sui corpi glaciali del Trentino”, afferma Cristian Ferrari presidente della commissione glaciologica della Sat.

La commissione è composta da circa 35 operatori glaciologici che comprendono: ingegneri, geologi, fino agli esperti in scienze ambientali. L’obiettivo è quello di andare sulle cime più volte l’anno per verificare da vicino ed effettuare una serie di misurazioni sullo stato dei ghiacciai.

Il ghiacciaio del Cevedale è uno di quelli che a causa del riscaldamento globale sta arretrando più velocemente mostrando tutti gli effetti dei cambiamenti climatici. “Siamo impegnati soprattutto in due momenti dell’anno, in particolare alla fine della primavera”, spiega Elisabetta Travaglia della commissione glaciologica della Sat. “Insieme al Muse, all’Università di Padova e alla Provincia di Trento andiamo a fare i cosiddetti bilanci di massa sui ghiacciai, una parte fondamentale perché si va a valutare lo stato della copertura nevosa che si trova a fine primavera sui ghiacciai che poi è indispensabile per proteggere il ghiacciaio stesso dallo scioglimento”.

Inoltre, al termine dell’estate, la commissione glaciologica della Sat si occupa di rilevare l’arretramento dei fronti dei ghiacciai, attraverso l’utilizzo di sensori gps, laser e droni. Di anno in anno si può vedere quanto i fronti dei ghiacciai arretrano. “I dati che raccogliamo vengono utilizzati anche per sensibilizzare la comunità per far capire come il cambiamento climatico abbia un impatto sui ghiacciai”, sottolinea Juliata Rivosecchi sempre della commissione glaciologica della Sat.

Come ricorda Luciano Ferrari presidente Sosat vengono anche curate delle escursioni in alta montagna, ben 75 all’anno. Attività culturali che uniscono all’escursionismo cultura e formazione.

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