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ESCURSIONI D’AUTUNNO

  • Difficoltá
  • Durata:
    ore
  • Lunghezza
    km
  • Dislivello
    m
  • Altitudine Massima
    m slm

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Itinerari in Val dei Mocheni e dintorni – 6 novembre 2004
L’autunno è certamente tra le stagioni migliori per gli appassionati di escursionismo: scompare l’affollamento dell’estate e le montagne si caricano di colori meravigliosi che contrastano con le prime nevicate in quota, che già fanno pregustare le uscite invernali con gli sci o con le ciaspole. In questa puntata sul web proporremo alcune escursioni nella meravigliosa Valle dei Mocheni.

La Valle dei Mocheni
A soli 20 chilometri da Trento, la Valle dei Mocheni è nota per essere un’isola linguistica di origine tedesca in cui si parla un idioma locale, il “mocheno”, e per la grandiosa bellezza della natura del Lagorai occidentale. Un ambiente in buona parte ancora intatto, da conoscere seguendo itinerari tra i prati e i boschi, nei dintorni delle abitazioni e fra i masi, da percorrere a piedi in rilassanti passeggiate che portano per malghe e rifugi, oppure avventurandosi in percorsi più impegnativi in quota. Alla Valle dei Mocheni abbiamo dedicato l’intera puntata del 24 gennaio 2004.

Escursionismo d’autunno: itinerari in Valle dei Mocheni
Fino ad autunno inoltrato ogni occasione è buona per fare qualche magnifica escursione in montagna: le temperature sono più basse e le “ore luce” di meno ma, non per questo, l’escursionista serio rinuncia alle sue uscite. “Pestolare” la prima neve è sempre emozionante e questo non fa che aumentare il piacere dell’attesa quando, giunto il candido manto invernale, si calzeranno finalmente gli sci o le ciaspole per avventurarsi in paesaggi fiabeschi. Se ancora non c’è neve tanto meglio, pianificheremo la nostra escursione a tavolino con la solita cartina in scala 1:25.000 (1cm=250 m), nel nostro caso la Kompass 621. Gli itinerari proposti sono tre, nella parte sud-orientale della vallata: Gronlait, Hoabonti-Monte Cola, Lago Erdemolo-traversarta al Rifugio Sette Selle.

ITINERARIO 1

Gronlait m 2383
Con la sua lunga dorsale di oltre 2 km, il Gronlait domina il versante orientale della valle dall’alto dei suoi 2347 metri. E’ una delle cime più alte della Valle dei Mocheni, assieme al Rujoch di 2415 metri proprio di fronte, a nord, il Fravort di 2347 a sud ovest e Cima Sette Selle m 2396 a nord est. Il Gronlait è una gita classica (anche scialpinistica), facile senza neve, rinomata per lo spettacoloso panorama che si gode dalla sua bella e ampia cima pianeggiante. Noi proponiamo la salita dalla Val Cava. Da Fierozzo si prosegue verso Lenzi per circa 2 km fino in prossimità di Macleri (m 1300 circa), dove si lascia l’auto, per prendere sulla destra la strada (chiusa dal divieto) che si inoltra verso il grandioso Passo Portella m 2152. Sono circa 4 km iniziali di strada comoda, che dopo il Baito Forestale diventa sentiero intercettando il segnavia 324. La strada fa un tornante deciso verso ovest ma noi proseguiamo diritti verso sud al centro del vallone. La salita è intuitiva e non si può sbagliare, si risalgono i ghiaioni fino allo strappo finale che ci porta al passo, da cui si domina la grandiosa Val Portelle che scende verso Le Pozze. Dal passo si punta decisi verso ovest, seguendo tracce evidenti, per salire il ripido costone che porta alla cima. Attenzione in caso di nebbia: il fianco nord ha dei discreti precipizi, tenersi all’interno del crinale dove non ci sono problemi fino alla cima. Superbo il panorama a 360 gradi. La discesa avviene per il medesimo itinerario di salita. Per i più ardimentosi ed esperti, che prediligono gli itinerari ad anello, si può scendere, su percorso libero e tracce, per sfasciumi lungo la spalla nord-ovest fino alla selletta della cimetta Mut, quindi ancora per tracce calando poco a sud dei Prati Imperiali, da cui si prende la forestale che rientra in Val Cava fino al Baito Forestale, quindi per medesima forestale fino alla macchina. Sono 12 chilometri tra andata e ritorno, 1083 metri di dislivello.

ITINERARIO 2

Hoabonti m 2334 e Monte Cola m 2226

Dirimpetto al Gronlait, esattamente ad est, la dorsale del Col Omenetti culmina verso nord con la cima Hoabonti, altra bellissima e panoramica vetta che sovrasta l’incantevole anfiteatro dei Sette Laghi a nord. Dalla cima una diramazione si protende verso est fino al Monte Cola. La salita è la medesima dell’itinerario precedente fino al Passo della Portella; di qui si svolta ad est per tracce per un breve ma assai ripido costone, in parte franoso, che conduce fino alla cima. Volendo si può traversare per cresta (attenzione a qualche passaggio delicato) fino al Monte Cola. Il ritorno può avvenire per il medesimo itinerario di salita oppure , ridiscesi fin quasi al Passo Portella, prendendo il sentiero attrezzato 325 che percorre la cresta fino alla Forcella del Lago. Il sentiero, abbastanza facile ma a tratti un po’ esposto, specie all’inizio richiede fermezza di piede poiché traversa in costa dei ripidi dirupi. Una corda fissa in acciaio comunque aiuta e tranquillizza parecchio. Giunti alla forcella si cala facilmente al Lago di Erdemolo e quindi si rientra in Val Cava piegando a nord ovest per segnavia 324. 12 km tra andata e ritorno, dislivello 1034 metri.

ITINERARIO 3

Lago Erdemolo M 2024 e traversata al Rifugio Sette Selle m 2014
Anche la salita al Lago di Erdemolo è un classico per gli escursionisti trentini, ed in autunno i boschi di larici si “incendiano” di magnifici colori. Il laghetto di origine glaciale, con vicino l’omonimo rifugio, si trova in un ampio anfiteatro sovrastato dal Monte del Lago m 2295, ed è alimentato in prevalenza dallo sciogliersi delle nevi, che permangono spesso anche nella stagione estiva. Può essere la meta della gita fuoriporta ma anche il punto di partenza per escursioni più lunghe o traversate. Vi proponiamo infatti un mini trekking con percorso ad anello e discesa per il Rifugio Sette Selle. Si lascia l’auto in località Frotten (parcheggio) a Palù del Fersina, alla testata della valle. Si segue il segnavia 325 lungo una comoda strada forestale per circa 2 km (possibilità di visita alla vecchia miniera Grua va Hardömbl) fino a Maso Erdemolo, quindi per sentiero si attraversa un bel bosco rado di larici risalendo facilmente l’ultimo dislivello che porta al laghetto. Dopo un’adeguata sosta per ammirare la bellezza del paesaggio, e magari una birra e un panino al rifugio, si punta decisi alla Forcella del Lago soprastante, che si raggiunge facilmente in circa 15-20 minuti per segnavia 325. Quando ci si affaccia sul passo la vista è grandiosa: di fronte abbiamo l’Hoabonti, il Monte Cola, e sotto l’incantevole radura con i Sette Laghi che luccicano al sole, e la grande Val di Cavè che scende Torcegno e la Valsugana. Da qui in poi la salita è praticamente finita: si prende il sentiero 343 e si percorre infatti il lungo crinale verso nord est, con leggeri saliscendi, in direzione della cima Sette Selle. Anche qui le tracce della Grande Guerra sono numerose, con evidenti trinceramenti. Con una traversata entusiasmante per l’ampio panorama si raggiunge la Forcella Cavè e quindi Forcella Conella, da cui si vedono a sud le ampie praterie sopra Malga Sette Selle. Si passa a questo punto sul versante ovest con un lungo traverso su pietraie un po’ scomode, superando il Sasso Rosso, il Sasso Rotto e la Cima di Sette Selle, che si aggira a nord arrivando in un ripido vallone pietroso. Al bivio con il sentiero 315 che porta a Malga D’Ezze, si scende per il sentiero 343 su vecchio sentiero militare (lastricazioni) che attraversa faticosi sfasciumi, fino all’incantevole radura dove sorge il Rifugio Sette Selle 2014. Di qui, sempre per 343, si cala in circa 2 km fino a Frotten, la località di partenza. In caso di tempo poco sicuro, si può fare una traversata più breve e a bassa quota, prendendo il segnavia 324 che dal Lago di Erdemolo si inoltra verso nord est fino ad aggirare l’Hoamonder, e quindi scendendo fino alla strada forestale sottostante per 343 B o per 343.

Agriturismo in Trentino
Cosa c’è di meglio che una bella mangiata dopo una lunga escursione che mette appetito? Nella puntata in tv Graziano Lozzer (Girovagando in Trentino del 19/10/2002), presidente dell’Associazione Agriturismo in Trentino, ci spiega la bellezza dell’agriturismo a contatto con la natura e il mondo contadino. Per l’occasione presentiamo il graziosissimo agritur Malga Pletzn a Fierozzo S. Felice. La gestione, di Alma Gozzer, presenta la cucina tipica casalinga trentina, con vendita di prodotti, di propria produzione, come salumi e formaggi. Tra le specialità della cucina di Alma: il pasticcio di patate, i gnocchi di pane e i canederlini al formaggio, polenta e costolette di cervo, gnocchi di pane alle ortiche e ricotta, canederli al formaggio, polenta con spezzatino, capriolo, costolette di cervo con marmellata di mirtillo rosso, quindi i dolci “mocheni” come lo strudel con mele e panna, la crostata con marmellata di mirtillo nero. Piatti insomma da leccarsi i baffi. Malga Pletzn dispone di 7 posti letto, è situata a circa 1700 m di altitudine ed è raggiungibile in auto: è aperto nei fine settimana d’autunno, l’inverno su prenotazione. I dintorni si prestano a magnifiche passeggiate o escursioni, tra le tante l’ascensione al super panoramico Monte Gronlait salendo dal Passo Portella.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer

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