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Attività:

LAGO DEL FORAME

  • Difficoltá
    Difficile
  • Durata:
    oltre le 8h ore
  • Lunghezza
    16 km
  • Dislivello
    1211 m
  • Altitudine Massima
    2318m slm

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Escursione nel Lagorai – 5 novembre 2005
Inizia con questa puntata il ciclo Anteprima Inverno, che proseguirà fino a dicembre e in cui anticiperemo le principali novità della stagione sciistica in Trentino. Solo sul web, proporremo di volta in volta una nuova escursione (tutte le escursioni).

Conca del Forame
Il Forame è un’ampia e selvaggia conca ad alta quota (2100 metri mediamente) nel Lagorai settentrionale, sul versante che dà sulla Val di Fiemme. E’ racchiusa ad ovest da Cima dell’Inferno m 2333, a sud dalla dorsale del Cimon di Busa Grana m 2510 e a nord-est dal Cimon di Val Moena m 2488. E’ una zona poco conosciuta e frequentata: a torto perché è una parte del Lagorai a dir poco splendida. Girovagare nel Forame tuttavia può essere complicato poiché non ci sono sentieri sicuri, ma solo tracce vaghe che spesso si perdono tra pascoli e boschi radi, peraltro bellissimi. Ma può essere assai interessante esplorare la zona vagando liberamente e seguendo l’orografia con l’ausilio di una buona cartina in scala 1:125.000. Il paesaggio è molto vario, la conca è mossa da tanti valloncelli che si somigliano e possono indurre facilmente in confusione, poi dossi, colline, radure, boschetti, attenzione quindi in caso di maltempo o nebbia. Tutta la zona è molto ricca d’acqua con torrentelli, torbiere, radure acquitrinose, più in alto invece grandi placconate di roccia e grandi massi. Il suo gioiello nascosto è il Lago del Forame, che si deve un po’ andare a cercare perché non c’è un sentiero “ufficiale”. Noi abbiamo fatto questa escursione in estate ma è consigliatissima anche in autunno prima che arrivi la neve, dove i colori si “incendiano” in uno spettacolo primordiale di selvaggia bellezza.

Percorso
Dal fondovalle della Val di Fiemme si esce dalla superstrada per la località Cascata (a sud ovest di Cavalese), dove si può osservare uno splendido salto d’acqua di ben 25 metri del Rio di Val Moena, poco prima che si getti nell’Avisio. Si prende la strada forestale sterrata sulla destra e si sale per circa 2 km poco a monte del Tabià a m 1089, dove c’è il divieto di transito presso uno spiazzo in cui si lascia l’auto. Si continua quindi a piedi per la forestale, si oltrepassa in breve il Ponte della Val Grande e al bivio ci si tiene sulla destra, salendo, percorrendo la lunga forestale un po’ noiosa fino a che non ci si alza di quota e il panorama inizia ad aprirsi. Si raggiunge il Vivaio Val Grana m 1339 quindi dopo due tornanti la Casera delle Capre m 1610, una piccola baita ristrutturata con locale sempre aperto per il bivacco. Il panorama diventa ora interessante. La forestale prosegue con pendenza moderata per altri 2 km fino a raggiungere il caratteristico Baito del Pignaro m 1873, utilizzato come ricovero dei pastori presso la Malga Forame Alta, ristrutturata di recente. Il paesaggio ora si fa grandioso e selvaggio, con il vasto anfiteatro del Forame contornato di ripide cime. Da questo punto possiamo eventualmente scegliere di salire facilmente, in poco più di 1 km per sentiero, a Cima dell’Inferno, verso sud ovest, vetta super-panoramica che offre un punto di vista assai interessante sulla grandiosa Val delle Stue, oppure andare alla ricerca del Lago del Forame.

Lago del Forame
Da Malga Forame inizia la parte più bella del percorso: suggeriamo ai più avventurosi di fare una piccola prova di orienteering e andare a cercare il Lago del Forame con carta, altimetro e bussola alla mano, con percorso libero. Non è difficile, il terreno è costituito da pascoli intercalati da piccoli valloncelli con boschi radi di pino cembro, larici ed abeti. Consigliamo di prendere come punto di riferimento il Bivacco Baito dei Manzi, una caratteristica baita che fa tanto “baita del trapper” e che pare un bellissimo angolo di Canada. Dalla Malga Forame il baito non si vede quindi bisogna andare a naso. Noi consigliamo di continuare brevemente per la stradella verso ovest, oltrepassare il torrente e quindi, con un deciso cambio di direzione, rimontare lo spallone verso sud-est che ci porterà esattamente in direzione del baito. Con l’altimetro potremo controllare passo passo per non sbagliare la quota che è di 2047. Il baito può essere utilizzato anche come ricovero di fortuna essendo sempre aperto. Di qui si continua “la caccia” al Lago del Forame, rimontando piccole dorsali (traccia tratteggiata in nero sulla carta kompass) dapprima erbose e quindi selvagge placconate di roccia. Grazie all’altimetro potremo mantenere la quota esatta e proseguire verso ovest fino a che non incontreremo questo fantastico specchio d’acqua dai colori cangianti dall’azzurro cobalto al verde smeraldo. I più pigroni possono raggiungere il lago con un percorso meno “avventuroso”, percorrendo il sentiero 317b fino alla piccola conca sotto al Passo del Capitello: di lì c’è una buona traccia verso sud-ovest che risale brevemente un costone fino al lago.

Il ritorno
Chi fosse ancora in forze e abbastanza arzillo può salire sulla vetta del Cimon di Val Moena (vedi escursione) ed ammirare il grandioso panorama. La salita è facile ma non c’è sentiero, solo delle tracce un po’ vaghe (con qualche ometto) che salgono su costoni non difficili ma piuttosto ripidi. Il rientro all’auto quindi può essere fatto per lo stesso itinerario di salita oppure, con giro ad anello, scollinando il Passo del Capitello e scendendo per la splendida Val Moena, quindi per la forestale che si ricongiunge al bivio col Ponte della Val Grande dell’andata.

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