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Attività:

MONTE PASTRONEZZE m 2182

  • Difficoltá
  • Durata:
    ore
  • Lunghezza
    km
  • Dislivello
    m
  • Altitudine Massima
    m slm

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Il Monte Pastronezze nel Lagorai centrale
Il Monte Pastronezze di 2180 metri è la montagna a sud di Passo Manghen, nel Lagorai centrale. Fa parte di una diramazione (nord est) del Gruppo di Sette Selle ed è una cima poco conosciuta e frequentata, forse perché non vi sono sentieri “ufficiali” che lo percorrono fino alla vetta. Ed è un peccato, perché esso offre una vasta panoramica sulle cime della zona del Manghen molto interessante. Per la cronaca, noi siamo saliti venerdì 2 settembre 2005, e in tutto il giorno non abbiamo incontrato anima viva, se si eccettua un fuggevole incontro con camoscio al limitar del bosco. In inverno è una meta sci-alpinistica relativamente sicura dal pericolo di valanghe (seguendo la forestale), tranne la rampa finale piuttosto ripida. Bella, facile e panoramica escursione in una zona poco battuta del Lagorai, con percorso in buona parte su strada forestale, quindi per tracce fino alla cima. Vasto il panorama dalla cima sulla zona del Passo Manghen e verso la Val Campelle. Evidenti anche qui, come del resto in tutto il Lagorai, che era fronte di guerra, le tracce visibili della Grande Guerra, con mulattiere, trinceramenti, fortificazioni.

Oasi WWF di Valtrigona
Sul versante nord del Pastronezze segnaliamo l’Oasi naturalistica WWF di Valtrigona (accesso da Rifugio Malga Valtrighetta, Comune di Telve), inaugurata nel 1997. Per le sue caratteristiche ambientali, la Valtrigona ha una notevole importanza sotto il profilo faunistico. Essendo inserita nel contesto del Lagorai, ambiente in gran parte ancora intatto, questa vallata priva di strade forestali è diventata un luogo particolarmente idoneo per la fauna. Geograficamente è esposta a nord e ciò comporta, per molti mammiferi, una migrazione nel periodo invernale sui versanti più soleggiati. Le specie più comuni appartengono agli ungulati e sono il cervo, il capriolo ed il camoscio. Sono inoltre presenti la volpe, la lepre, la martora, la marmotta, l’ermellino, la donnola, lo scoiattolo e diverse specie di micromammiferi. Valtrigona ricade inoltre nell’areale di presenza della lince, specie recentemente insediatasi con successo nel Lagorai. Ricca è anche l’avifauna che annovera tutti i tetraonidi alpini: gallo cedrone, gallo forcello, pernice bianca e francolino. Queste specie, relitti dell’epoca glaciale, sono in lento ma graduale declino su tutto l’arco alpino, in particolare per la crescente antropizzazione del territorio. E’ compito della futura gestione dell’Oasi tenere conto del delicato equilibrio che regola la vita di queste meravigliose specie animali. Tra i rapaci, l’aquila reale è osservabile con regolarità nella parte alta della valle. Altri rapaci presenti sono il falco pecchiaiolo, l’astore, lo sparviere e il gheppio. Tra i rapaci notturni sono da segnalare il gufo comune, la civetta nana e la civetta capogrosso. Sono presenti anche la coturnice, il picchio nero, il picchio rosso maggiore, il corvo imperiale, il gracchio alpino, la ghiandaia, la nocciolaia, il rampichino, il codirosso spazzacamino, il crociere, il ciuffolotto e molte altre specie di passeriformi. Fra i rettili sono presenti la vipera comune, il marasso e la lucertola vivipara e tra gli anfibi il rospo comune, la rana temporaria e il tritone alpino. Il periodo consigliato per le visite va dalla metà di maggio alla metà di novembre. Il punto di partenza si trova in località Valtrighetta da dove parte il sentiero della SAT n. 374 che attraversa l’Oasi fino a raggiungere la Forcella Valtrigona. Si raccomanda a tutti i visitatori di non abbandonare il sentiero e di evitare ogni forma di disturbo alla fauna. E’ sempre consigliato l’uso di scarponi e abbigliamento da montagna. Per ragioni di salvaguardia di alcune specie (gallo forcello, pernice bianca) e per rischi di slavine è da evitare la pratica dello sci-alpinismo nell’Oasi.

Percorso
Da Trento si prende la Valsugana fino a Borgo, si esce dalla superstrada e si imbocca la strada per il Passo Manghen. Dopo l’abitato in Valle di Calamento a quota 1217, si prosegue per circa 1 km fino alla Chiesetta di Calamento, che si supera (per circa 300 mt) fino al ponte sul rio dove si posteggia. Si scende quindi a piedi verso il fondovalle per stradina bianca (privata, con divieto di accesso), in direzione di Cappella Popile, dove in una bella spianata a ovest del torrente ci sono un gruppetto di case. Si prende quindi la forestale che sale verso Malga Pastronezze (termine derivato da “pastro” o “pastra”, sincope di pastura, a indicare il foraggio), che si raggiunge comodamente in circa 2 km. Al bivio poco prima della malga si prosegue salendo brevemente di quota e, dopo un tornantino, in direzione sud est verso il Col Pertica. Dopo un rapido scollinamento si svolta verso ovest passando poco al di sotto dei ruderi di Malga Pastronezze di sopra, quindi a sud del Col di Fregio. La forestale si trasforma in sentiero e poi per tracce, abbastanza evidenti (non segnate sulla Kompass 621), si risale tenendosi sempre sulla piccola dorsale fino ad una cimetta rocciosa quotata 2036, dove si perviene ad un ampia e panoramica insellatura erbosa (alternativa di salita consiste nel seguire la traccia che si sposta a nord ovest sul versante opposto di Val Capovacche, risalendo il valloncello fino alla sella). Dalla sella si punta alla forcelletta a ovest della cima, che si rimonta rapidamente fino alla dorsale di vetta, praticamente pianeggiante e lunga circa 300 metri, con evidenti tracce di trinceramenti. Magnifica la vista sulla Val Calamento e la zona di passo Manghen, col Ziolera e la Val Ziolera, Monte Valpiana e Monte Setole. Dalla cima si domina anche, quasi nella sua interezza, l’Oasi di Valtrigona. L’itinerario di discesa avviene per la stessa via di salita. Per gli “escursionisti duri” proponiamo due rientri ad anello: 1) Oasi Valtrigona:dalla cima si scende liberamente sul costone erboso sud fino ad intercettare la traccia che porta verso ovest a Malga Ezze. Si prende a questo punto il sentiero 374 e si risale la forcella Valtrigona, si attraversa l’Oasi scendendo fino a Malga Valtrigona, poi attenzione a prendere la traccia di rientro verso est in direzione di Val Scartazza arrivando poco a monte della piana di Cappella Popile e chiudendo quindi l’anello. 2) Val D’Ezze: Come “1” fino a Malga Ezze, quindi di scende lungamente per la Val D’Ezze per sentiero 315. Attenzione a quota 1450, nei pressi dei ruderi di Malga Pertica, a prendere la traccia di rientro che risale il passo Pertica (200 mt di dislivello) e quindi a Malga Pastronezze e ritorno.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer

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