Trekking

Monte Stivo – Passo S. Barbara

  • Difficoltá
    Medio
  • Durata:
    2.30 ore
  • Lunghezza
    4 km
  • Dislivello
    890 m
  • Altitudine Massima
    2059m slm
  • Condizione fisica

Panorami mozzafiato salendo al Monte Stivo

Il Monte Stivo, tra le montagne del basso Trentino è certamente una delle più spettacolari e panoramiche. La salita alla vetta non è impegnativa (il dislivello è inferiore ai 1000), e varia dalla 2-2,50 ore di cammino, secondo il percorso.

Accessi

Facilmente accessibile dal versante di Arco, dal rifugio Monte Velo o dal Passo Bordàla, lo Stivo costituisce anche un’interessante meta scialpinistica; l’itinerario da seguire è quello che sale da malga Campo lungo il sentiero estivo, toccando La Bassa 1684 m. e proseguendo in cresta fino al rifugio e alla cima. A sottolineare questa valenza invernale dello Stivo, la Sezione S.A.T. di Arco organizza nel mese di marzo un Raduno scialpinistico. Un percorso estivo molto interessante è invece quello che dallo Stivo, con un itinerario sempre in cresta, raggiunge le Tre Cime del Bondone, seguendo la dorsale tra la Valle dell’Adige e la Valle del Sarca.

Gli accessi che descriviamo sono principalmente tre, quasi sempre percorribili anche l’inverno: dal Passo Bordàla m. 1253, per stradina e quindi sentiero 623 che passa dalla Cima Bassa m. 1684, e 617 dalla Bocchetta dello Stivo m. 1680 – ore 2.15.

Dal Passo S. Barbara m. 1175 al pianoro di S. Antonio (ove si può giungere in auto) m. 1220 indi per sentiero 608 (che proviene dalla Capanna dell’Alpino al Monte Velo m. 1020) che tocca malga Stivo m. 1768 – ore 2. Da Malga Campo di Drena m. 1379 (strada dalla Val di Cavedine), sentiero 623 fino a Cima Bassa m. 1684, indi sentiero 617 – ore 2.30. La cartina consigliata è la Kompass 687 in scala 1.25.000

Monte Stivo, eccezionale panorama

La vetta dello Stivo è una meta piuttosto frequentata grazie anche al rifugio aperto spesso nei week- end durante l’inverno. Tutti i percorsi proposti sono abbastanza facili e non presentano particolari difficoltà: è necessario avere solo una discreta “gamba” in grado di reggere 2-3 ore di salita e un dislivello di circa 800 metri.

Anche dopo copiose nevicate c’è quasi sempre una traccia evidente che sale da S.Barbara, aperta dai numerosi appassionati scialpinisti. Con la sua posizione geografica ed i 2059 metri di quota, il Monte Stivo è un eccezionale punto panoramico affacciato sul Lago di Garda e la Vallagarina. Dalla cima la vista spazia sulla Catena del Lagorai, sul Pasubio e sulle Piccole Dolomiti ad est, il gruppo del Monte Baldo a sud, le Alpi di Ledro a sud-ovest, i ghiacciai dell’Adamello, del Carè Alto e della Presanella a nord-ovest, le Dolomiti di Brenta a nord.

Una singolare particolarità: nelle giornate limpide la vista può abbracciare in appena 70 km uno dei più grandiosi dislivelli della regione: dai 64 metri del Lago di Garda fino alla vetta dell’Ortles a metri 3905! Ampie tracce di trinceramenti e fortificazioni austroungariche ed italiane della Grande Guerra si possono osservare un po’ ovunque sul Monte Stivo, che faceva parte del grandioso sistema fortificato dell’Alto Garda.

Rifugio Prospero Marchetti allo Stivo m 2012

Edificato poco sotto alla vetta a 2012 metri di quota, è un rifugio storico del trentino: nel 2006 festeggerà il centenario della fondazione. Dedicato a Prospero Marchetti, co-fondatore e primo presidente della S.A.T., fu inaugurato nell’ottobre del 1906. La S.A.T. affrettò i tempi della sua realizzazione dopo che era giunta voce che la Sezione di Arco del D.u.Oe.A.V. (società alpinistica tedesca) aveva intenzione di costruire anch’essa un rifugio. La guerra del 1915-’18 non provocò gravi danni e nel 1921 era nuovamente agibile.

Nel 1924 la gestione passò nelle mani della Sezione S.A.T. di Rovereto per ritornare alla Sezione S.A.T. di Arco nel 1954 che lo rimise in efficienza riparando i ben più gravi danni subiti nel corso della seconda guerra mondiale. Nel 1988 è stato completamente rinnovato e inaugurato il 25 giugno 1989. Negli ultimi anni è gestito con passione da Roberto Leonardi, che Girovagando ha conosciuto in una puntata dell’estate 2000: purtroppo all’epoca questo sito web non esisteva e perciò non è rimasta documentazione.

Contiamo tuttavia di ritornare presto: Roberto discende da una famiglia di rifugisti, è un tipo estroso ed ottimo suonatore di fisarmonica, con la quale rallegra le serate degli ospiti. La cucina è semplicemente ottima, e ci è rimasta nel cuore insieme alla splendida giornata passata sullo Stivo. Il rifugio Marchetti, meta prediletta dei roveretani e non solo, è uno dei pochi, non serviti da strade o impianti di risalita, a rimanere aperto nei week-end anche l’inverno.

Un locale invernale-bivacco è sempre agibile con 6 posti letto. Poco distante un impianto eolico sperimentale, grazie alla costante presenza “dell’Ora del Garda” (un vento locale) riesce a garantire circa il 50% del fabbisogno energetico del rifugio dimezzando di conseguenza l’utilizzo del moto-generatore diesel. Sulla vetta dello Stivo, accanto alla croce, c’è un interessante osservatorio panoramico, una specie di bussola gigante in pietra all’interno della quale, grazie a delle mire ottiche, è possibile identificare tutte le cime più importanti a 360 gradi

Descrizione escursione

E’ la salita classica e più frequentata. Si sale dal versante sud, sud ovest, per mulattiera inizialmente un po’ monotona fino a Malga Stivo, quindi per facile sentiero fino al rifugio e in pochi minuti alla vetta. Spettacolare il panorama sul Lago di Garda man mano che ci si alza di quota.

Percorso escursione

Dal Passo S. Barbara m. 1175 al pianoro di S. Antonio m. 1220 (dove volendo si può giungere in auto) si prende il sentiero 608 bis che coincide con strada mulattiera che sale a tornanti fino a rimontare lo spallone a quota 1480 (bivio con segnavia 608).

Di qui il panorama si apre notevolmente, si prosegue per lunga diagonale fino ad un’ampia conca con Malga Stivo m. 1748. Di qui lo “strappo” finale per ripido costone con facile sentiero a zig zag fino al Rifugio Stivo, quindi in 5 minuti alla vetta con osservatorio panoramico e grande croce in ferro. Sterminata la vista a 360 gradi nelle giornate limpide. Discesa per lo stesso itinerario di salita.

Secondo itinerario – Passo Bordala

Terzo itinerario – Malga Campo di Drena

 

testi e foto di Alessandro Ghezzer

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