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Attività:

Trekking

Piz di Levico – Cima Vezzena – Valsugana

  • Difficoltá
    Facile
  • Durata:
    3 ore
  • Lunghezza
    9 km
  • Dislivello
    584 m
  • Altitudine Massima
    1908m slm
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FACILE ESCURSIONE SOPRA PASSO VEZZENA

Una escursione facile, indicatissima da fare in inverno con le ciaspole o con gli sci da alpinismo, generalmente sicura da valanghe (nel tratto che segue la forestale). Ovviamente è possibile farla anche in estate e primavera godendo di  vasti paesaggi ed un impagabile, grandioso panorama sulla Valsugana dalla cima.

PIZ DI LEVICO M 1908

L’escursione parte da Passo Vezzena e, volendo, si svolge tutta su strada forestale fino alla vetta (segnavia 205): noi però proponiamo un giro un po’ più ampio per poter fare un percorso ad anello e salire il Piz di Levico m 1908 (conosciuto anche come Cima Vezzena) dal ripido ma panoramico versante ovest. La strada forestale che dal Passo Vezzena sale fino alla vetta (circa 2 ore a piedi) è in realtà l’ex strada militare che serviva il forte austroungarico Spitz Verle, scavato nella roccia della cima, a picco sul precipizio. Per la sua fantastica posizione panoramica e la sua funzione principale di osservatorio e collegamento con gli altri forti, era chiamato “L’occhio degli Altipiani”.

Fu sottoposto a furiosi bombardamenti dell’artiglieria italiana appostata sul Monte Verena, a circa 8 km di distanza in linea d’aria. La stradina di accesso sul versante sud era su terreno scoperto e completamente sotto tiro, e perciò impraticabile durante i combattimenti: fu quindi scavato un ardito sentiero di collegamento sul versante nord, su cenge espostissime verso la Valsugana, ora impercorribile e quasi completamente franato. Il forte fu più volte assaltato dalla fanteria, senza successo, e quasi completamente distrutto dalle cannonate dell’artiglieria di Forte Verena.

 

PERCORSO ESCURSIONE

Da Passo Vezzena m 1404 si prende la strada forestale in direzione dei ruderi di Forte Busa Verle che si raggiunge in circa 15 minuti. Insieme ai forti Campo di Luserna e Belvedere di Lavarone, costituiva la cintura difensiva più avanzata sul confine tra l´Impero austro – ungarico e il Regno d´Italia e bloccava la strada per l´Altopiano di Asiago. Pesantemente bombardato nei primi mesi di guerra, dal maggio 1916, con l´inizio della Strafexpedition (spedizione punitiva) e lo spostamento più a sud-est del fronte, divenne sede di alloggiamenti e punto ottico di collegamento.

Era armato con 4 obici da 10 cm in cupole corazzate girevoli, da 2 cannoni da 8 cm in casamatta rivolti verso il Forte di Luserna, da 4 cannoni da 6 cm e da una quindicina di mitragliatrici per la difesa ravvicinata: sparò più di ventimila proiettili contro le linee italiane. A sua volta fu però duramente bombardato dalle artiglierie di Forte Verena e dalle postazioni mobili di Campomlon che per poco non lo costrinsero alla resa.

Fu smantellato negli anni ´30 e venduto al Comune di Levico, insieme al forte del Piz di Levico. Si recuperò il ferro e l´acciaio e i suoi materiali furono venduti all´Opera Nazionale per il Mezzogiorno d´Italia. Proseguiamo la nostra escursione fino al bivio con la forestale che sale direttamente al Piz di Levico, che noi evitiamo per allargare il giro puntando a Malga Marcai di Sopra m 1657.

Dopo un bel percorso nel bosco la strada spunta in una grande radura dove sorge la malga, presa letteralmente d’assalto dai “ciaspolari”, che vi bivaccano in gran numero per mangiare il pranzo al sacco e a prendere il sole. Lasciamo rapidamente la ressa alle nostre spalle seguendo la traccia che sale verso il Piz di Levico: arrivati ad una sella puntiamo però verso est alla facile e panoramica cimetta del Camin m 1857, dalla quale possiamo osservare il ripido versante est del Piz che svetta sull’orizzonte. Torniamo al passo e affrontiamo la breve ma erta salita finale alla cima, con vari e faticosi zig zag tra i mughi, osteggiandoil crinale a picco (attenzione) sulla Valsugana.

CIMA VEZZENA

Grandioso il panorama dalla cima, occupata dai ruderi del forte: la vista spazia sui laghi di Caldonazzo e Levico, con le Dolomiti di Brenta sullo sfondo, la Catena del Lagorai, mentre verso sud si domina l’Altopiano di Vezzena. La discesa avviene sul più facile versante sud-ovest, prendendo la ex-stradella militare che, partendo poco sotto la cima, cala dolcemente con diversi tornanti fino a ricongiungersi con la via dell’andata per Passo Vezzena. Una lunga discesa facile facile che con gli “sciotti” da escursionismo (tenendo le pelli sotto agli sci per controllare meglio la velocità) è una piacevolissima conclusione del nostro itinerario.

PUNTO DI PARTENZA: Passo Vezzena

CONSIGLI PER LA SICUREZZA

In estate portatevi da bere, perché lungo il percorso non ci sono punti di ristoro. Arrivati in cresta fare molta attenzione. La percorribilità dell’itinerario proposto, come tutta la morfologia montana, è soggetta a cambiamenti ambientali dovuti a eventi naturali e alle condizioni meteo. Quindi, prima di partire, consultate gli uffici turistici competenti e/o i rifugi di riferimento.

Le nostre tracce GPX sono solo indicative, cioè il percorso è stato effettuato al meglio con le condizioni dei sentieri e meteo di quella giornata. Quindi valutate sempre in loco il da farsi. Inoltre ricordatevi di valutare il percorso in base alle vostre capacità fisiche, all’allenamento e all’attrezzatura di cui disponete. È opportuno lasciare detto a qualcuno l’itinerario che intendete fare.
Ricordatevi che il numero d’emergenza è il 112.

ATTREZZATURA

Si raccomanda di avere l’attrezzatura idonea al percorso, alle condizioni meteo e alla stagione: giacca antivento e/o antipioggia, mappa e/o dispositivo GPS, occhiali, crema solare, scarponi, kit di primo soccorso, abbigliamento specifico, guanti, zaino con cibo e bevande.

COME ARRIVARE

Da Caldonazzo: SP133 e SS349
Da Asiago: SP349

PARCHEGGIO

Passo Vezzena parcheggio libero
Coordinate GPS: 45.955943, 11.329101

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Video Escursione:

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