Escursioni in Trentino

ROEN m 2117 E GIRO DELLE MALGHE

  • Difficoltá
    Media
  • Durata:
    4.5 ore
  • Lunghezza
    14 km
  • Dislivello
    775 m
  • Altitudine Massima
    2116 m
  • Condizione fisica

Facile escursione in Val di Non, ideale anche in ciaspole – 13 marzo 2010
Quando il pericolo valanghe è concreto, conviene volare basso e scegliere un percorso senza grossi pericoli, come quello che proponiamo questa settimana nella Catena della Mendola-Cime di Vigo: il Giro delle Malghe del Monte Roen, con ascensione alla panoramica cima.

Roen m 2117 e giro delle malghe
Questo percorso ad anello, oltre alla facile ascesa del Monte Roen m 2117, tocca ben 5 malghe: Malga Romeno m 1773, Malga Smarano e Sfruz m 1905, Malga Sanzeno m 1613, Malga di Don m 1650 e Malga di Amblar. Se l’innevamento lo permette, è possibile guadagnare quota in auto partendo da Amblar (diramazione a sud da Cavareno) fino alla Bocca di Valli m 1450 (e talvolta addirittura fino a Malga Romeno). Il percorso è facile ma abbastanza lungo e non presenta alcuna difficoltà, salvo un orientamento un po’ articolato, che solo nella parte più alta nei pressi della cima può presentare qualche problema in caso di nebbia o scarsa visibilità. E’ un itinerario adattassimo alle ciaspole, un po’ meno per gli sci da alpinismo dove la discesa è molto breve e il resto è su strade forestali con lunghi falsopiani. Un punto di partenza alternativo, che però allunga ulteriormente il percorso di altri 5 km, è da Passo Mendola m 1363. Quello che proponiamo da Bocca delle Valli è un itinerario di 15 km complessivamente tra andata e ritorno, con dislivello 800 metri circa. La salita fino alla cima del Roen, essendo molto frequentata, è quasi sempre ben tracciata anche dopo nevicate recenti.

Percorso
Dalla paese di Amblar si prende in auto la strada asfaltata e si sale fin dove è possibile, generalmente la strada in inverno è agibile fino alla Bocca di Valli m 1450, dove si può parcheggiare presso un tornante. Si prosegue ora a piedi lungo la forestale, che è anche sentiero 531, fino a raggiungere l’amena Malga Romeno con la sua caratteristica chiesetta. Dalla malga si prende quindi il sentiero 521 che con un facile traversone nel bosco si alza gradualmente di quota, fino a sbucare sui dolci costoni aperti che anticipano la vetta. Il percorso punta ora verso nord fino a ridosso della cresta che porta alla ampia cima, che strapiomba sull Val d’Adige con un salto di ben 2000 metri! Entusiasmante il panorama a 360 gradi (vedi anche ns. escursione Monte Roen 25 febbraio 2005), che spazia dal Brenta alle Dolomiti. Dalla vetta si cala ora, su percorso libero (il sentiero 501 con la neve non è rintracciabile), in direzione sudovest, per comodi e ondulati pendii punteggiati di mughi, puntando verso un vascone di raccolta acqua, fino a prendere l’ampia dorsale e scendendo fino alla Malga Smarano e Sfruz m 1905.

Di qui si imbocca la strada forestale verso nord e la si segue fino in località Fraine, dove i cartelli indicano il sentiero 530 che si stacca dalla forestale inoltrandosi nel bosco. Anche in questo tratto, la direzione del sentiero con la neve si fa un po’ incerta: si cala leggermente di quota e poi con un’ampia curva si punta verso nord fino a raggiungere la bella radura con Malga Sanzeno m 1613. A nord della malga si prende ora la strada forestale/sentiero 537 che, in leggera salita, ritorna verso est fino alla Malga di Don m 1650, ristrutturata di recente, con ampio locale-cucina sempre aperto. Si continua per la forestale che sale leggermente di altri 100 metri di dislivello, fino a un bivio con un’altra strada forestale: si deve salire ancora un po’ fino a Malga Amblar m 1729, anche questa ristrutturata e con locale cucina sempre aperto. In entrambe le malghe, di Don e Amblar, pur essendo aperti i locali cucina restano chiusi quelli per il pernottamento. Da malga Amblar resta ora l’ultimo lungo traversone verso est, sempre su strada forestale, che riporta a Malga Romeno chiudendo così il percorso ad anello. Di qui si riprende la forestale dell’andata scendendo fino al parcheggio a Bocca delle Valli.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer

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