Escursioni in Trentino

TRAVERSATA PASSO TONALE – VAL DI PEIO

  • Difficoltá
    Media
  • Durata:
    8 ore
  • Lunghezza
  • Dislivello
    1000 m
  • Altitudine Massima
    3086
  • Condizione fisica

L’antica via di comunicazione della splendida Val Montozzo – 4/09/2009
Bella e facile traversata dal Passo del Tonale alla Val di Peio, attraversando la meravigliosa Val Montozzo, nel Gruppo del Cevedale. Ovviamente abbiamo usato due auto: una l’abbiamo lasciata al “Fontanino” in cima alla Val di Peio, con l’altra abbiamo raggiunto il Passo del Tonale e quindi, per strada sterrata, la Malga D’Albiolo m 2248.

Traversata Passo Tonale – Val di Peio
E’ un itinerario abbastanza facile nella zona più meridionale del Parco Nazionale dello Stelvio, non eccessivamente lungo (meno di 10 km) con dislivello modesto di circa 400 metri. Con la possibilità, per gli escursionisti più temerari ed esperti, di tentare la salita dal Passo dei Contrabbandieri alla Punta D’Albiolo m 2969 per la “Via degli Alpini”, che però ha parecchi tratti esposti pericolosi e solo parzialmente attrezzati; in questo caso la discesa avviene proseguendo per le creste fino alla Forcellina del Montozzo. Tutta la zona presenta notevoli tracce della Grande Guerra, con numerosi resti di trincee, gallerie, fortificazioni, baraccamenti. La Forcellina del Montozzo, che mette in comunicazione la Val di Peio con la Val Camonica, è stata percorsa fin dall’antichità da pastori, cacciatori e contrabbandieri. Per questo motivo già nel 1910 la Regia Guardia di Finanza aveva fatto erigere una casermetta nella Conca Montozzo, per il controllo, nei mesi estivi, della Forcellina stessa e del Passo dei Contrabbandieri.

Percorso
Dal Passo del Tonale m 1884 si prende la strada asfaltata per il vecchio Ospizio quindi, con strada sterrata di 4 km un po’ disagevole per il fondo sconnesso si arriva alla Malga d’Albiolo m 2248. Qui si attacca il ripido sentiero 111 che costeggia la pista da sci, risalendo i circa 400 metri di dislivello senza alcuna difficoltà fino al Passo dei Contrabbandieri m 2679. Di qui, come detto, è possibile salire per il Sentiero degli Alpini alla Punta D’Albiolo m 2970, parzialmente attrezzato con catene ma con diversi tratti esposti senza protezione (attenzione!). Dal Passo dei Contrabbandieri si prosegue per il sentiero 111 che cala a zig zag sul ripido versante nord, quindi con un lungo traversone per i ghiaioni dell’Albiolo si raggiunge il Rifugio Bozzi m 2481 ed il suo bel laghetto.

Il rifugio prende il nome da Angiolino Bozzi, uno dei primi caduti durante la Grande Guerra su questo fronte alpino. A testimonianza della “Guerra Bianca” condotta quassù tra vette, rocce e ghiacciai, rimangono nei dintorni i resti di un villaggio militare trasformato in museo storico all’aperto. Trincee, torrette di avvistamento e postazioni di tiro sono state recentemente restaurate. Dal rifugio si guadagna rapidamente la Forcellina di Montozzo m 2671, con resti di trincee, che si affaccia sulla grandiosa e verdissima Val Montozzo. Ci abbassiamo leggermente di quota quindi risaliamo per andare a vedere i Laghetti di Montozzo a m 2668, attraversando varie conche con splendidi specchi d’acqua punteggiate di colonie di eriofori. La Val Montozzo è veramente grandiosa e impressionante nella sua bellezza e vastità. Dai numerosi laghetti sparsi qua e là nelle conche caliamo ora attraverso i pascoli, dove si ritrovano frequentemente schegge di granate e filo spinato, fino a riprendere il sentiero 111 che percorre in leggera discesa tutto il vallone fino a quota 2351, da dove si vede, 500 metri più in basso, lo spettacolo del Lago di Pian Palù con le sue acque color verde-cobalto.

Inizia ora una ripida discesa con serpentine e zig zag fino al bivio col sentiero 111b che, cambiando versante, si dirige verso nordest calando fino a Malga Cellentino nei pressi della diga. Di qui il sentiero diventa stradella che, con qualche tornante, scende comodamente fino al “Fontanino” m 1675, così chiamato perché qui si trova la famosa sorgente d’acqua termale, leggermente frizzante e ferrugginosa. Recuperiamo dunque la prima auto lasciata al mattino per andare a prendere l’altra rimasta a Malga D’Albiolo. La scelta di partire relativamente presto ci ha evitato, come accade spesso in estate, le nebbie in quota sulle cime e soprattutto un notevole diluvio nel tardo pomeriggio.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer

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