Girovagando in Trentino

I Suoni delle Dolomiti: il 2019 è l’anno della 25ma edizione

27 Marzo 2019

Centinaia di concerti e artisti, decine di migliaia di metri di dislivello percorsi a piedi, innumerevoli strumenti portati in spalla fino a radure, conche e rocce, un pubblico sempre numeroso che anno dopo anno ha conosciuto e amato assieme alla musica anche la natura della montagna trentina, dimostrando anche un grande rispetto per l’ambiente. L’elenco e i numeri potrebbero continuare perché in 25 anni di storia “I Suoni delle Dolomiti” hanno dato vita a qualcosa di unico.

Ieri al Castello del Buonconsiglio la presentazione della edizione 2019 del Festival musicale, dedicata a Paolo Manfrini; presenti i direttori artistici Mario Bunello e Chiara Bassetti, il CEO di Trentino Marketing Maurizio Rossini e l’assessore provinciale all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo. Tra le novità per la prima volta viene proposta l’Opera, con “Il Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini, in scena a 2000 metri di quota.

Un’edizione speciale quella di quest’anno de “I Suoni delle Dolomiti”, l’edizione del 25mo anniversario. A ripercorrere la storia del Festival al Castello del Buonconsiglio anche molti dei protagonisti che, con diversi ruoli, hanno vissuto in prima persona periodi di questa lunga storia, con la dedica doverosa a Paolo Manfrini, per anni alla testa del marketing trentino e recentemente scomparso. Un uomo che con la sua visione volle far suonare le vette, le vallate e le radure creando quel connubio tra cultura e turismo che fece storia e che oggi è un elemento ormai fortunatamente scontato nei calendari degli enti di promozione turistica.

Tra i presenti molti rappresentanti delle APT di ambito coinvolte nel progetto e le maggiori istituzioni della montagna trentina: la SAT, Accademia della montagna, Guide alpine e Soccorso alpino.

Ripercorrendo questi primi 25 anni, Maurizio Rossini CEO di Trentino Marketing, ha esordito ricordando proprio Paolo Manfrini. “È il primo anno senza l’amico Paolo e sentiamo particolarmente questa forte responsabilità. Paolo Manfrini e Mauro Pedron, 25 anni fa, hanno avuto questa idea. 700 i concerti in luoghi delicati come le Dolomiti trentine e proprio perché si entrava in ambienti particolari da subito il festival ha fissato dei paletti nel segno del rispetto per la natura. L’andare a piedi è divenuto così il tratto essenziale del festival. Un messaggio arrivato a decine di milioni di persone, tra cui molti giovani, grazie anche all’attenzione che i media hanno da subito dedicato al festival. Che pur rimanendo fedele ai suoi principi è riuscito a rinnovarsi costantemente”.

A Mario Brunello e Chiara Bassetti, direttori artistici del Festival, il compito di svelare il programma dell’edizione 2019 tra cui figura l’autentica novità dell’Opera a cielo aperto. Il 31 agosto, ai duemila metri di Pian della Nana in Val di Non nel Gruppo del Brenta, verrà infatti proposto Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.

Ventiquattro gli eventi musicali – da fine giugno a metà settembre – inclusi i due trekking musicali nelle Dolomiti di Fassa (a fine giugno) e nelle Dolomiti di Brenta (a inizio settembre) – che spazieranno dalla musica classica al jazz, dalla world music alla canzone d’autore coinvolgendo musicisti e artisti da tutto il mondo. Tutti i concerti avranno inizio alle ore 12 quando non diversamente indicato.

Il primo appuntamento per il pubblico, il 30 giugno al Rifugio Micheluzzi in Val di Fassa, è affidato alla musica classica più trasversale e aperta alle contaminazioni con due grandi musicisti internazionali come il violoncellista Giovanni Sollima e il famoso mandolinista Avi Avital.

La 25a edizione del Festival “I Suoni delle Dolomiti” è inserita nella “Rete degli Eventi” per i 10 anni di Dolomiti Patrimonio UNESCO.

Autore : Alessio Migazzi