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2 Febbraio 2016

Il CoBo: un nuovo museo nel tempio del caffè Bontadi

di: Alessandro Vaccari

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Quando Carlo Bontadi nel 1790 diede vita alla torrefazione Bontadi, il caffè veniva venduto crudo ed era considerato un bene di lusso: solo le famiglie benestanti potevano permettersi di acquistarlo e tostarlo in casa per poi offrirlo agli ospiti.

Cento anni dopo Oddone Bontadi diede il via ai primi processi di tostatura del caffè e da allora la torrefazione Bontadi non ha mai smesso di creare miscele di caffè per i suoi clienti. I roveretani conoscono bene quell’inconfondibile odore di caffè tostato che al mattino si diffonde nel cuore del centro storico di Rovereto, accanto a Piazza Nettuno.

Sacchi di caffè di altissima qualità arrivano ancora oggi da ogni angolo del pianeta per essere lavorati, tostati, mixati ed ottenere cosi miscele con aromi e profumi diversi e straordinari.

La storia delle macchine per la lavorazione del caffè è raccolta nel nuovissimo CoBo, il museo del caffè a fianco del laboratorio Bontadi.

Stefano Andreis, oggi proprietario della torrefazione dopo averla acquistata alcuni anni fa dalla famiglia Bontadi, ha voluto raccogliere una serie di oggetti che fanno parte della collezione della torrefazione e metterli a disposizione della città e dei turisti.

Il mondo del caffè è rappresentato in tutte le sfumature: nel museo sono raccolti veri reperti storici, come i primi oggetti per tostare il caffè in casa ed i prototipi dei macinini domestici e da locale pubblico. Non mancano le primissime macchine tostatrici meccaniche, una serie di tazzine e servizi da caffè, le antiche moke da casa.

Partendo da oggetti storici, il museo cede poi il passo ad una vera esposizione di design, quando si osservano le macchine per il caffè. Gaggia e Faema sono le due marche storiche, che a partire dagli anni 40 hanno contribuito in maniera determinante a migliorare la tecnologia per preparare un buon caffè, sbizzarrendosi anche nelle forme del design. E’ cosi che si scopre, ad esempio, che per molti anni le macchine da caffè erano costruite con l’utilizzo di materiale mutuato dall’industria bellica.

Alcune macchine sono davvero curiose e si riconosce una ricerca d’immagine continua, come nel caso dell’ “Astronave”, una macchina da caffè di fine anni ’60.

Il museo del caffè si trova in Vicolo del Messaggiero a Rovereto, a fianco del laboratorio ed è a disposizione gratuita di chiunque voglia visitarlo dal lunedi al venerdi dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. Al sabato aperto al mattino dalle 10 alle 12 mentre il pomeriggio del sabato e la domenica sono a disposizione per visite guidate. Prenotando una visita guidata, possibile anche durante la settimana, si può scoprire il processo di lavorazione del caffè all’interno della torrefazione e concludere la visita con una piccola degustazione nell’accademia del Caffè, che chiude il percorso del museo.

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AUTORE DEL POST:

Alessandro Vaccari

Partito dal mondo degli eventi, si dedica al coordinamento di enti del terzo settore, al giornalismo agri-turistico, all'organizzazione di progetti formativi, all'animazione territoriale con particolare riferimento a temi come la ruralità, il territorio e la sostenibilità (ambientale e sociale).

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