Escursioni in Trentino

LAGO MONTALON m 2089 – LAGORAI

  • Difficoltá
    Difficile
  • Durata:
    5 ore
  • Lunghezza
    11.5 km
  • Dislivello
    600 m
  • Altitudine Massima
    2340 m
  • Condizione fisica

Selvaggia escursione senza cime e fuori sentiero – 11 settembre 2008
Proponiamo questa settimana un “itinerario per ravanatori”, in gran parte fuori sentiero o su tracce ma di grande soddisfazione in ambiente selvaggio e solitario, fino all’idilliaco Lago di Montalon m 2089.

Descrizione
E’ un percorso ad anello, praticamente battuto da nessuno ad eccezione della prima parte, contrariamente al solito itinerario che parte dal Passo Manghen che invece è piuttosto frequentato. Permette di vedere un angolo di Lagorai inedito, al di fuori dei sentieri, con paesaggi grandiosi e selvaggi, tra marmotte e camosci. E’ necessario sapersi destreggiare bene con la cartina, perché il percorso è piuttosto articolato, tra due versanti differenti, e l’orientamento non è sempre facile. Utilissimo l’altimetro e, se la sapete usare, la bussola. Per alcuni tratti del percorso non c’è alcun sentiero, e bisogna navigare a vista, cartina alla mano, andando a intuito e mettendo a discreta prova il vostro senso dell’orientamento 🙂

Percorso
Si parte da Ponte Conseria m 1468, seguendo il sentiero 317 fino alla Malga Valsorda Seconda m 1901. Qui si abbandona il sentiero ufficiale e ci si avventura su terreno libero in direzione ovest, verso quota 1968 sulla carta: si risale un po’ il piccolo rio che scende alla malga, quindi al limitar del bosco si piega a sud seguendo una buona traccia che costeggia un promontorio boscoso, salendo leggermente per sbucare in una vasta e spettacolare conca pratosa, davvero fantastica. Verso ovest vediamo la lunga dorsale “La Costa”, che scende direttamente da Cima delle Buse, prima ripida e poi pianeggiante diventando un magnifico balcone naturale sulla sottostante e idilliaca Val Montalon. Guadagnamo la dorsale e andiamo in direzione della rampa che sale alla Cima delle Buse ma, anziché prendere la ripida salita, pieghiamo verso nord ovest cercando di traversare in costa, senza perdere quota attorno ai 2100 metri, le due splendide e selvagge vallonate, punteggiate di grandi cespugli di rododendro. Moltissime le marmotte che “fischiano” tra i sassi e che fuggono appena ci vedono arrivare. Avvistiamo anche un gruppo di camosci che pascola prigramente più in alto, nell’anfiteatro roccioso sotto Cima delle Buse. Qui scompare ogni traccia e traversiamo un po’ faticosamente due grandi pietraie di grossi macigni, cercando di sfruttare piccole dorsali erbose dove si cammina con meno difficoltà. Seguiamo la curva di livello percorrendo la grande conca e puntando verso l’ultimo costone, un po’ sotto a quota 2155, dove si intravede una traccia. Si mantiene la quota 2150, quindi si scollina per vedere, poco più in basso, la conca con lo splendido Lago di Montalon, dove sostiamo per il meritato pranzo al sacco.

Ritorno
In origine avevamo una vaga idea di tornare sul versante nord di Cima delle Buse per sentiero 322 e 317 ma l’ora tarda ci ha consigliato di abbreviare il rientro. Siamo quindi scesi fino a Malga Montalon con sentiero 362. Di qui si abbandona il sentiero ufficiale e si cerca, non senza difficoltà visto che la carta Kompass 626 è molto imprecisa in questo punto, la traccia che porta alla bella Malga Costa m 1823, purtroppo in rovina. Poco dopo Malga Costa il sentiero si perde nel bosco ed abbiamo dovuto sudare sette camice per aggirare la dorsale della Costa (nessuna indicazione, solo vaghissime tracce) e trovare il sentiero di ritorno. In realtà, arrivati ad una radura dove c’è un capanno di caccia e una mangiatoia (quota 1850 circa), si sale un poco per il bosco e ci si mantiene, seguendo la direzione dove il bosco è più rado e pianeggiante, fino a sbucare un’altra piccola radura proprio sulla dorsale. Di qui un sentiero ben segnato, ma piuttosto scomodo perché inclinato, ci riporta con un lunghissimo traversone in costa fino a sbucare poco sotto la Malga Valsorda Seconda sul sentiero 317, dal quale si cala fino al parcheggio di Ponte Conseria. Giro grandioso, spettacolare, assai selvaggio. Sconsigliato a chi ama le escursioni comode e non ha voglia di ravanare… 🙂 Per chi vuole salire al Lago Montalon con percorso meno avventuroso, vedi anche 2 itinerari in Val Campelle.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer

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