7 Febbraio 2022

Inclusività in alta quota con il progetto “Alimentazione Fuori Casa” di AIC

di: Girovagando in Trentino

Il nostro Trentino propone ai suoi visitatori panorami e viste spettacolari, ma per ammirarli, prima d’incamminarsi tra i sentieri di montagna, occorre attrezzarsi di zaini e attrezzature adeguate.

Proprio per questo, spesso, non ci si può esimere da una tappa in rifugio per rifocillarsi e recuperare le forze. Questi accoglienti punti di ristoro sorgono spesso in alta montagna, dove l’approvvigionamento quotidiano è una piccola impresa che riesce solo grazie alla cura e alla sapienza dei loro gestori.

Inoltre, oggi, diversi gestori hanno deciso di inserire un servizio idoneo alle esigenze alimentari dei celiaci: questo è stato reso possibile grazie al progetto Alimentazione Fuori Casa promosso dall’AIC (Associazione Italiana Celiaci). Per questa puntata ci troviamo con Armando Beozzo, il presidente della sezione trentina AIC, che ci parlerà di come la sua associazione si occupi attivamente e con passione degli interessi di tutti coloro che soffrono di questo disturbo alimentare.

“L’AIC è attiva da ben 35 anni sul nostro territorio. In occasione del lancio della nostra iniziativa, i gestori dei rifugi si sono resi da subito disponibilissimi all’adesione. Il progetto Alimentazione Fuori Casa si è quindi potuto concretizzare a partire dal 2014 con diversi corsi e presentazioni distribuiti sul territorio.”

“Il progetto Alimentazione Fuori Casa di AIC ha comportato per i rifugisti aderenti un notevole impegno, perché gestire il prodotto alimentare senza glutine in strutture molto piccole non è sempre agevole e noi, in quanto associazione, ci teniamo a monitorare costantemente i ristoratori nel corso del loro operato. Posso dire con orgoglio che siamo gli unici in Italia ad aver creato una progettualità di questo tipo.”

Abbiamo quindi cercato di capire meglio come si realizza, nel concreto, il programma di AIC. Questo si compone di tre fasi principali: un corso di formazione (o meglio, in-formazione, in cui vengono fornite tutte le conoscenze necessarie al ristoratore per quel che riguarda la preparazione dei pasti senza glutine); una vera e propria assistenza in loco del ristoratore, per verificare come riesce a gestire il senza glutine, l’organizzazione degli spazi, l’esecuzione delle cotture e del servizio (prevedendo un’eventuale formazione del personale di sala con lo scopo di garantire al cliente celiaco un servizio adeguato); la strutturazione di un vero e proprio network di collaborazione tra associazione e strutture aderenti. Per le strutture di montagna è previsto un monitoraggio all’anno, necessario a mantenere vivi i contatti con l’esercente e ridefinire periodicamente tutti i punti riguardanti la cucina senza glutine.

 

 

Le testimonianze dei rifugi aderenti al progetto Alimentazione Fuori Casa di AIC

Ad oggi le strutture aderenti sono già parecchie. Possiamo menzionare il Rifugio Solander, la cui partnership con AIC iniziata nel 2018 è stata l’occasione perfetta per rispondere all’esigenza di una clientela sempre più diversificata. La cucina di questo rifugio è molto varia: lodevole l’iniziativa di eliminare la farina in tutte le preparazioni possibili, per quasi tutti i secondi piatti previsti dal menù.

Lo staff di Solander si è reso conto presto della fattibilità di questa scelta, riscontrando meno difficoltà rispetto a quanto previsto. Il personale si è dimostrato sin da subito informato e molto propenso a raccogliere la “sfida” proposta dal progetto Alimentazione Fuori Casa.

Abbiamo poi il Rifugio Silvio Agostini, situato a ben 2410 metri nelle splendide Dolomiti di Brenta, questo rifugio estivo ha ottenuto un ottimo riscontro a livello di soddisfazione personale e della propria clientela. Qui il cambiamento è iniziato con pochi piatti – in particolare primi e secondi – ma curati al meglio. La scelta di evitare il glutine nelle preparazioni viene sempre più naturale. Come ben sappiamo, a queste quote non è sempre facile reperire le materie prime, ma, laddove la viabilità non arriva, arrivano lo spirito altruistico e la dedizione dei ristoratori.

E poi ancora il Rifugio Lancia, con il suo completo riadattamento – anche degli spazi interni alla cucina – focalizzato soprattutto sull’offerta dei secondi piatti, e l’Agritur Malga Cambroncoi in località Sant’Orsola, che già dal 2014 offre un menù interamente gluten-free, dai primi ai dolci, fino ai deliziosi caseari da acquistare e riportare a casa. Insomma, le strutture aderenti al programma sono davvero parecchie e tutte accomunate da un desiderio comune: soddisfare le esigenze di tutti i loro clienti, lavorando con costanza e spirito di adattamento per garantire un’offerta inclusiva.

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